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Narrativa
A dodici anni comincia a scrivere un diario dal titolo: “Ricordi della mia giovinezza”, sono appunti giovanili forse dettati da riflessioni legate a quella nuova esperienza che si andava delineando nella città lagunare. Con il tempo questi appunti acquistano una forma più precisa diventando seppur in maniera molto semplice delle storie con una loro fisionomia.
Il “Jacopo Masson” racconto lungo rimasto incompiuto è del 1984. E’ la storia di due amici dove, oltre all’accentuata matrice autobiografica di Jacopo, la figura di Arpo è riferibile con buona probabilità alla persona di Giorgio Bellingardo compagno di studi e di scorribande nel regno della fantasia. La storia si dipana leggera in luoghi geografici facilmente riconducibili all’infanzia e ad una città sull’acqua: Venezia. Ciò che colpisce nei due protagonisti è l’idea di un grande progetto: un dipinto di grandi dimensioni nato per raccontare attraverso immagini. Non sappiamo se il progetto arriverà a compimento, se i due finiranno per dividersi e prendere strade diverse, quello che sappiamo per certo è che il fulcro motore, il centro pulsante del racconto è l’amicizia.
Parallelamente nasce un altro racconto diviso per capitoli piuttosto lunghi: “I poteri di Sakim”, qui il registro narrativo è completamente diverso ed è forse in questo racconto che vanno cercati gli elementi costitutivi della poetica più recente. Nei Poteri di Sakim anch’esso lavoro incompiuto, ci rimangono però pagine intere di –schemi narrativi- dove l’autore abbozza le diverse fasi del racconto. Il contenuto classico: la lotta tra il bene e il male, dove il bene in altre parole il protagonista, vince alla fine sul male (Sakim), attraverso l’amore per una donna, viene spostato sul terreno della pura fantasia che porta l’autore ad inventare un luogo geografico attraverso una planimetria molto dettagliata. Anche le dimensioni spazio-temporali sono dilatate, lasciando preludere agli spazi della fantasia un ruolo privilegiato nel futuro dell’autore.
Quando le scelte formali sembrano così delineate ecco un altro salto: riattingere dalla memoria. Nella piccola raccolta “Quattro racconti della mia terra” citiamo “Paglia intrecciata” dedicato al padre caro e sconosciuto.
Il 1988 vede la fioritura di un racconto lungo centodieci cartelle dove il genere di fantasia si riaffaccia. Il titolo “Alba” sembra il presagio alla nascita di un nuovo periodo, segnato da un impegno sempre più costante al genere letterario.
Nel 1989 viene pubblicato il racconto “Il ritorno” storia di una rondine, che definisce in maniera chiara la sua appartenenza al genere narrativo per ragazzi.
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